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Un pò di tutto



Cina: messi in commercio elastici per capelli fatti con preservativi usati

«Nella provincia meridionale del Guangdong (Cina) sono in vendita elastici per capelli fatti con preservativi usati. Gli elastici potenzialmente pericolosi vengono commercializzati in numerosi punti vendita e saloni di bellezza delle città Dongguan e Guangzhou, riferisce China Daily. Poichè sono molto più convenienti degli altri, il loro successo cresce». Lo afferma il segretario dell'Aduc, Primo Mastrantoni, chiedendo ai ministri competenti di sapere se lo strano articolo è importato in Italia e aggiungendo che «una interrogazione in tal senso è stata annunciata dalla deputata Donatella Poretti (Rnp)». «I condom riciclati possono però ancora contenere batteri e vir us, come mette in guardia il giornale. Secondo un dermatologo locale, non si può escludere l'infezione da una malattia genitale, Aids inclusa, poichè le donne hanno l'abitudine di tenere in bocca l'elastico mentre si fanno la treccia o un nodo ai capelli. Intanto -prosegue Mastrantoni- un portavoce governativo ribadisce che riciclare i preservativi è proibito». «E in Italia come siamo messi? Importiamo elastici per capelli dalla Cina? Se sì, quali e quanti controlli sono stati effettuati? È questa la domanda che abbiamo rivolto -annuncia Mastrantoni- al ministro allo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, e alla ministra alla Salute, Livia Turco». (Sin/Gs/Adnkronos)

Cina,  Diga delle Tre Gole. Previsto trasferimento di 4,5 mln di persone

Chongqing, Cina sud-occidentale. La Diga delle Tre Gole, il più grande progetto al mondo di centrale idroelettrica, torna a far parlare di sé.  Per la sua realizzazione (sarà completata entro la fine del 2008) sono stati spesi 25 miliardi di dollari; 116 città sono state sommerse dall’acqua e  1,4 milioni di persone sono state evacuate. Ma sembra che li misure adottate finora per la costruzione della grande opera non siano state sufficienti. Alti funzionari denunciano come le aree limitrofe alla Diga stiano “soffrendo” troppo: degrado ecologico, erosione e smottamenti delle colline e conflitti per accaparrarsi i terreni ancora disponibili, ovvero problemi di ordine sociale. L’Agenzia Nuova Cina ha riferito che, per ragioni di salvaguardia ambientale, nei prossimi 10/15 anni “più di quattro milioni di persone che vivono a nord est e a sud ovest di Chongqing, dove il bacino delle Tre Gole si estende per 600 km, saranno incoraggiate a trasferirsi nei sobborghi a circa un'ora di autobus dal centro della città”. Fonte Ansa


Cina, la ricchezza si tinge di rosa

Una donna di 26 anni è la persona più ricca della Cina, secondo la classifica pubblicata nel suo ultimo numero dalla rivista Forbes. La giovane, Yang Huiyan, è una delle tre figlie di Yeung Kwok Keung, uno dei fondatori della compagnia di costruzioni Country Garden Holdings. Nel 2005, Yeung ha ceduto alla figlia la sua quota di partecipazione nella compagnia, una delle più attive sul mercato immobiliare cinese. Il quotidiano China Daily afferma che Yang Huiyan ha sposato quest' anno il figlio di «un alto funzionario» cinese. Secondo Forbes il patrimonio della giovane ammonta a 16 miliardi di dollari, che ne fanno anche la donna più ricca dell' Asia. «I redditi delle famiglie stanno crescendo rapidamente e un crescente numero di persone si trasferisce dalle campagne nelle città. Questa tendenza crea grandi occasioni di affari per i costruttori», commenta il direttore di Forbes Russel Flannery. Il numero uno della lista dell' anno scorso, Wong Kwong Yu, è scivolato al nono posto. Le 40 persone che compaiono nella lista di Forbes hanno una ricchezza totale di 120 miliardi di dollari. La lista non comprende i residenti di Hong Kong come il magnate Li Ka Shing. tratto da Ansa

Australia usa YouTube per criticare l'efferata caccia alle balene del Giappone

L'Australia porta la sua sfida al Giappone sulla caccia alle balene in Antartico su Internet con una nuova campagna inaugurata oggi su YouTube, rivolta ai bambini giapponesi. «Riuscite a immaginare cosa sarebbe la vita sulla Terra senza queste magnifiche creature? Centinaia di anni di caccia alle balene le hanno quasi spazzate via»: chi parla, commentando le immagini di un video, è il ministro australiano dell'Ambiente, Malcom Turnbull, mentre scorrono i sottotitoli in giapponese. Il Giappone ha pianificato per la prima volta la caccia di 50 balene in Antartico per la prossima estate, quando gli animali, in via di estinzione, migrano verso sud lungo la costa australiana. Altre 935 balene saranno cacciate «a scopi scientifici». tratto da ANSA-REUTERS.


Cina,  il sabato sarà ecologico.  Divieto di circolazione per tutte le auto (o quasi)

Le domeniche senz'auto arrivano in Cina. O Meglio, i sabati; visto che per una ragione ignota ai piu' il governo di Pechino ha scelto il penultimo giorno della settimana per liberare le strade di 108 citta' dal traffico e dallo smog. I cittadini, riporta il China Daily, saranno "incoraggiati" a servirsi di autobus e biciclette, o farsi una sana passeggiata a piedi in centro. In alcuni centri urbani sara' operativo un vero e proprio divieto alla circolazione delle auto. Per la Cina si tratterebbe di una nuova rivoluzione culturale, questa volta nel segno del risanamento ambientale e, si spera, senza le famigerate "Guardie Rosse". Il governo si e' posto l'obiettivo di far salire sui bus pubblici almeno la meta' della popolazione, convincendola a lasciare l'auto a casa. Impresa ardua, se si considera che a luglio di quest'anno fu registrato un aumento del 32,7 per cento nella produzione di auto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. (tratto da AGI)

Il Giappone privatizza. La banca coomerciale più grande del mondo sarà nipponica

Il Giappone privatizza. Senza scandali o polemiche ha avviato la trasformazione del sistema postale. La mossa darà vita alla banca commerciale più grande del mondo. La Japan Post infatti può contare sui suoi 400 milioni di correntisti, su una presenza sul territorio massiccia, ben 24.500 uffici postali e con un giro di affari di circa 2.150 miliardi di euro.
La privatizzazione segue quelle che sono le indicazioni di una riforma promulgata nel 2005 dall’allora premier, Junichiro Koizumi. Inizialmente le poste nipponiche verranno divise in quattro aziende: una compagnia di assicurazioni, una cassa di risparmio, il servizio di distribuzione postale e quello di gestione degli uffici postali guidate da una società di controllo statale. Dal 2017 il gruppo si potrà sciogliere e ed ogni soggetto potrà correre da solo ed essere quotato in borsa.

Fonte Ap


Judo: Mondiali, 6 azzurri ai Giochi ed è record, Italia chiude  con due medaglie di bronzo


Mondiale di judo da record per l'Italia. La rassegna si e' conclusa a Rio De Janeiro con la sconfitta dell'azzurra Valentina Moscatt nei recuperi dei 48 kg, contro la bielorussa Tatyana Moskvina. Il bilancio azzurro: due medaglie conquistate, quelle di bronzo di Roberto Meloni nei 90 kg e di Ylenia Scapin nei 70 kg, ma anche quattro quinti posti con Lucia Morico nei 78 kg, Giuseppe Maddaloni negli 81 kg, Giovanni Casale nei 66 kg e Giulia Quintavalle nei 57 kg che, per tutti, valgono la qualificazione diretta alle Olimpiadi di Pechino. E' la prima volta, da quando il regolamento internazionale ha istituito questo sistema di qualificazione ai Giochi Olimpici, che l'Italia raccoglie sei pass olimpici attraverso il Mondiale. L'ultima giornata di gare e' stata caratterizzata dal Giappone, che ha conquistato l'oro in tre delle quattro categorie che hanno concluso la rassegna iridata, conquistando cosi' il primato nel medagliere. Primo posto per il Giappone negli Open maschili con Yasuyuki Muneta e femminili con Maki Tsukada, mentre nei 48 kg Ryoko Tani ha centrato il suo titolo mondiale, un record. L'olandese Ruben Houkes invece, ha conquistato il titolo dei 60 kg. 
Fonte: Red-Spr/Pe/Adnkronos


Prodi in Asia: "Stiamo riposizionando la politica estera italiana"

 
SEOUL – “Stiamo riposizionando la politica estera italiana”. Lo sostiene Romano Prodi chiudendo la sua visita in Asia. “Il XXI secolo sarà il secolo dell'Asia e io, sin dall'inizio del mio Governo, ho voluto riposizionare l'Italia verso questo Continente che sarà sempre più centrale nel mondo globalizzato”, ha detto il premier.
 

Il Governo è stato per la terza volta in Oriente in appena un anno di lavoro, visitando nell’ordine Cina, India, Giappone e Corea del sud. Prodi fa notare che si tratta di una “scelta strategica e non casuale”, sottolineando la necessità di non dimenticare “che l’Italia è un paese esportatore”.

 

Prodi ha anche voluto evidenziare il potenziale della Corea del Sud, attualmente la dodicesima economia mondiale ed in continua espansione, con un sempre più elevato bisogno di apporto tecnologico. "Abbiamo cominciato a rimediare alle mancanze del passato – ha detto Prodi - aprendo nuove strade sulle quali, nonostante il ritardo, procediamo a forte velocità".

 

"Stiamo rimediando a un errore di analisi degli anni passati quando non si è visto l'Asia ma anzi al massimo si parlava del pericolo di 'invasioni'", ha fatto notare il ministro per il commercio estero, Emma Bonino.

 

Tratto da Romagnaoggi.it

 

Cina, pioggia artificiale per combattere la siccità

 

Pechino fissa obiettivi per quest'anno

Pechino, 20 apr. (Apcom) - Sta per cominciare la stagione piovosa a Pechino e la Municiplita' della capitale ha rivelato che quest'anno ci mettera' del suo per far piovere artificialmente e combattere la siccita' che attanaglia la citta'. L'obbiettivo e' quello di approvvigionare i bacini idrici dislocati nella periferia che fungono da riserva per la capitale. Il direttore dell'Ufficio Meteorologico di Pechino, Xie Pu, ha annunciato ieri che per il 2007 l'Ufficio per la Modifica del clima, il dipartimento speciale che si occupa di far piovere artificialmente, continuera' ad impiegare la tecnologia gia' in uso per bombardare il cielo con aerei, cannoni e razzi per provocare le precipitazioni.

 

I risultati dello scorso anno sono incoraggianti, secondo Xie.

Nel 2006 la capitale ha accumulato 30 milioni di metri cubi di acqua provenienti dalla pioggi artificiale, ossia l'11% di tutta l'acqua accumulata. In piu', dei 50 mm di pioggia caduti durante tutto l'anno, piu' del 10% proveniva dalle precipitazioni indotte dall'uomo. Xie ha anche sottolineato che lo scorso anno gli aerei dell'Ufficio per la Modifica del clima hanno prodotto 11 giorni di pioggia, mentre i cannoni e i razzi piazzati a terra hanno fatto piovere per 51 giorni. Prestazioni ancora maggiori si aspettano per questa stagione: la Municipalita' di Pechino costruira' altre 16 stazioni di distribuzione dello ioduro d'argento (la sostanza usata per seminare le nubi) nei pressi della capitale in aggiunta alle 14 gia' esistenti. Anche perche' si stanno sperimentando usi alternativi della pioggia artificiale, non limitata piu' soltanto a combattere la siccita'.

 

Da anni questa e' un alleato delle forze forestali cinesi per combattere gli incendi specialmente nelle regioni settentrionali dove le precipitazioni sono molto scarse. La scorsa primavera Pechino ha usato la tecnica dell'induzione artificiale della pioggia per lavare la citta' dalle tempeste di sabbia che la colpiscono tra aprile e maggio. E il comitato organizzatore dei giochi olimpici sta prospettando un impiego della pioggia artificiale per migliorare il clima durante i Giochi e abbassare il livello di inquinamento della citta'.

tratto da Apcom

 

 

Missione italiana a Tianjin

 

L'IB&M (International Business & Management) in collaborazione con l'Aiscris (Associazione italiana società di consulenza in ricerca innovazione e sviluppo) organizza una missione di imprenditori italiani a Tianjin, in Cina, dall'11 al 19 maggio 2007. La missione punta a promuovere progetti di collaborazione bilaterali in campo commerciale, industriale e tecnologico. L'obiettivo è favorire i rapporti commerciali e produttivi, nonché il trasferimento di conoscenza e l'adozione di tecnologie innovative, tra Pmi e distretti produttivi italiani e partner cinesi.

 

Dove: Tianjin (Cina)

 

Quando: 11-19/5/2007

 

Internet/e-mail: http://www.aiscris.it/

 

Lazio e Corea, unite nel segno dell'innovazione

 

"Esistono prospettive concrete di cooperazione tra Lazio e Corea del Sud, soprattutto nel settore della ricerca e dell'innovazione tecnologica ". Lo ha dichiarato il 16 febbraio 2007 il presidente di Sviluppo Lazio Giancarlo Elia Valori in occasione della visita al Tecnopolo di Castel Romano del presidente della Corea del Sud Roh Moo-hyun. All'incontro hanno partecipato anche il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, l'assessore a Sviluppo economico, ricerca, innovazione e turismo Raffaele Ranucci e il presidente del Tecnopolo Brunetto Tini.

Valori ha definito "di interesse reciproco" la collaborazione che può essere sviluppata tra la regione Lazio, il cui modello industriale è ormai riconosciuto di "alta qualità", e la Corea del Sud in un grande numero di settori: chimico-farmaceutico, tecnologia d'informazione e telecomunicazioni, agroalimentare, moda, cinema e audiovisivo, cartario, edilizia, ricerca scientifica e aerospaziale, nautica. Una collaborazione, ha precisato, per il cui sostegno Sviluppo Lazio sta "operando concretamente", e che tende non solo a migliorare gli scambi commerciali ma soprattutto a migliorare gli investimenti in imprese miste all'estero nei settori di interesse per i nostri partner internazionali". In questo ambito, Corea e Regione Lazio "debbono passare dalla fase del semplice commercio a quella della collaborazione industriale e tecnologica". Un campo nel quale, ha sottolineato Valori, "la grande esperienza del Lazio, che è un centro di ricerca industriale di rilevanza europea, può essere preziosa".

"Il Tecnopolo è uno dei fiori all'occhiello della nostra regione", ha detto Marrazzo. "Il Lazio è storicamente una regione votata all'incontro con gli altri Paesi. La nostra - ha aggiunto - è un'economia in crescita, che investe il 2 per cento del Pil nella ricerca. E proprio nel campo dell'innovazione il rapporto con la Corea può rivelarsi molto proficuo".

Il presidente Moo-hyun ha spiegato: "La sinergia tra il Tecnopolo Tiburtino e quello di Castel Romano rappresenta un modello da seguire per noi coreani. L'Italia ha ancora tanto da insegnarci. Proprio per questo sono sempre di più gli studenti coreani che vengono nel vostro Paese".

La Corea è oggi l'undicesima economia mondiale, la terza in Asia dopo Cina e Giappone. Il tasso di crescita del Pil per il 2006 vicino al 4,8 per cento candida il Paese a protagonista dell'economia globalizzata del XXI secolo. L'Italia è al momento il tredicesimo partner commerciale della Corea e la visita del presidente Moo-hyun mira anche a intensificare e sviluppare gli scambi commerciali e le opportunità di investimento dall'Italia e verso l'Italia.

 

Vietnam, per parlare con il premier basta un click

 

Da adesso in poi non saranno più necessarie richieste formali per incontrare il capo dello stato vietnamita, ma basterà un semplice click. Il primo ministro vietnamita Nguyen Tan Dung ha deciso di rispondere in prima persona alle domande dei suoi cittadini. Infatti attraverso l’uso di internet la popolazione potrà interagire direttamente con il premier, ponendogli quesiti o problematiche. Il provvedimento di attivare questo nuovo servizio è stata preso considerando che in Vietnam ci sono circa 84 milioni di persone di cui il 50% sotto i 35 anni e quindi più avvezzi all’uso delle nuove tecnologie. Durante l’inaugurazione del nuovo metodo per dialogare con i cittadini sono arrivate circa 20.000 domande di vario genere. C’è chi chiedeva informazioni sul futuro economico del paese e chi voleva spiegazioni sulle motivazioni che avrebbero spinto Dung ad incontrare il Papa. Ancora sono stati diversi i quesiti sul perché lo scorso anno sia vietato di privatizzare i media.

Insomma sembra che il Vietnam stia dando segnali di apertura, ma le associazioni in difesa dei diritti umani frenano. Troppi siti bloccati e filtrati.

Fonte RaiNews

 

Regione Lazio: più scambi culturali con la Cina

 

La Regione Lazio ha deciso di rafforzare i rapporti culturali con la Cina. Infatti il vicepresidente del Consiglio regionale, Bruno Prestagiovanni, insieme al capo di gabinetto della Presidenza del Consiglio, Salvatore Bellomia, ha ricevuto una delegazione della 'China Soong Ching Ling', tra le più importanti ONG cinesi. Durante l’incontro Prestagiovanni ha rimarcato come sia fondamentale avviare e coltivare scambi culturali con la Cina per “aiutare” il paese asiatico ad affrontare il problema dei diritti civili. Yu Gulin, vicepresidente della Fondazione, concordando con il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, ha illustrato il progetto con il quale si intende “portare nel 2008 nel Lazio il festival internazionale dei bambini artisti che si svolge ogni tre anni a Shanghai”, sottolineando come sia necessario rapportarsi alla Cina non solamente dal punto di vista economico ma anche in quello culturale.

 

Fonte Asca

 

Thai AirAsia lancia la sfida.

Da Bangkok voli low-cost per la Cina

 

Thai AirAsia, compagnia aerea low-cost con sede in Malaysia, ha intenzione di allargare il suo raggio d’azione introducendo nuove rotte da Bangkok, lo scalo internazionale più grande dell’Asia. Il progetto prevede nuovi collegamenti tra la capitale tailandese e le città cinesi di Kunming, Chongqing, Shenzhen e Chengdu. La compagnia area acquisterà 40 nuovi A320 nei prossimi sei anni e prevede di arrivare a schedulare 320 voli al giorno per il 2012. Già nel 2005 Thai AirAsia aveva reso pubblica la sua strategia che parlava di un collegamento Bangkok-Kunming a prezzi stracciati (circa 25 dollari), ma che in definitiva si è conclusa con un nulla di fatto. Speriamo che questa volta sia più determinata.

 

 
Fonte GoKunming

 

La strategia anti-terremoto dello Yunnan

 

Lo Yunnan, provincia della Cina sud-occidentale, ha deciso di stanziare, per i prossimi dieci anni, circa 625 milioni di dollari per indennizzare ed assistere le famiglie che saranno danneggiate da futuri terremoti. Dal 2000 ad oggi circa 21 scosse telluriche hanno provocato danni ingenti a cose e persone, sopratutto nelle zone rurali vicino le città di Kunming e Zhaotong.

 

Lo Yunnan è attraversata dalla faglia di Xiaojiang (causa principale dei terremoti) che lambisce le prefetture di Dali e Lijiang fino a sfiorare Kunming, capoluogo della provincia. Il più potente sisma mai registrato nella capitale risale al 1833 anno in cui la città venne rasa al suolo.

 

Per evitare che si possano registrare episodi di questo genere il Vice governatore della provincia, Luo Zhengfu, ha promesso, in un’intervista al ChinaGate, che tutte le famiglie a rischio terremoto riceveranno un sussidio (US$370-$625) e potranno usufruire di un servizio di assistenza tecnica per provvedere a rinforzare strutturalmente le loro abitazioni.

 

Cina, adozioni più difficili

 

La Cina dichiara guerra alle adozioni facili. In questi giorni la stampa americana ha diffuso la notizia che il governo di Pechino stia per varare nuove regole che impedirebbero a single, obesi e  persone che hanno superato i 50 anni di poter accogliere bambini cinesi. La novità sembra essere stata confermata da funzionari del China Center for AdoptionAffairs (Ccaa), l'organismo responsabile della politica delle adozioni. Le nuove regole saranno varate visto l’impennata delle richieste dall’estero e avranno ripercussioni soprattutto negli Stati Uniti, dove dal 1991 ad oggi sono state registrate circa 55mila adozioni di bambini cinesi, perlopiù femmine. Da oggi in poi saranno richiesti alle famiglie che fanno domanda di adozione test sul cancro e sull’HIV. “L' idea - ha detto un’operatrice cinese del settore - è che per un bambino è preferibile crescere in una famiglia con due genitori, che è meglio se i genitori hanno una buona posizione sociale, che è meglio se non sono obesi e non sono malati di cancro, perchè è probabile che vivano più a lungo”.

 

Secondo l’organizzazione umanitaria Save The Children, ogni anno in Cina, vengono abbandonati circa centomila bambini, di questi il 90% sono femmine. Sono invece circa 12mila quelli che ogni anno vengono adottati dalle famiglie di vari paesi. Primi fra tutti Usa e Canada, incalzati da Finlandia, Danimarca, Svezia e Spagna. Anche l’Italia, dopo la firma dell’accordo bilaterale di settembre che ha visto protagonista il Ministro Rosy Bindi, sembrerebbe preparata per accogliere i bambini cinesi.

 

Fonte Ansa

 

Vietnam-Vaticano, probabile armistizio

 

Il primo ministro vietnamita, Nguyen Tan Dung, incotrerà Papa Benedetto XVI a Roma?. E’ ancora un mistero. Anche se indiscrezioni provenienti da fonti religiose “giurano” che il Vaticano e l’ambasciata del Vietnam a Roma stanno lavorando per questo. Già lo scorso 28 dicembre il Saigon Times aveva annunciato questo probabile incontro citando come fonte il vice presidente dell'Ufficio del governo vietnamita. Altre fonti riportano invece come il primo ministro vietnamita abbia effettivamente previsto per la fine di gennaio un “tour” a Parigi, Roma e poi Davos per il Forum economico mondiale, ma di incontri con il Papa neanche a parlarne. Infatti il Vietnam e il Vaticano non hanno relazioni diplomatiche e il Comitato centrale del Partito comunista vietnamita (Pcv, al potere) potrebbe non gradire ed addirittura proibire che questo “faccia a faccia” si realizzi 

 

Fonte mlp/cam/ss

 

La Cina dichiara guerra agli stupefacenti

 

Tolleranza zero. E’ questa la politica adottata dal governo di Pechino per contrastare il traffico di droga. A guidare questa campagna è una delle province della Cina sud-occidentale, lo Yunnan. Solamente nel 2006, in questa regione, sono state sequestrate 9,6 tonnellate di droghe illegali, tra eroina, oppio, anfetamine, ovvero l’80% della quantità confiscata nell’intero paese. Ammontano a 12,000mila le persone coinvolte ed arrestate, lo scorso anno, per spaccio e traffico di stupefacenti. Lo Yunnan, situato a nord della malfamata zona conosciuta come il Triangolo D’oro, rappresenta per i corrieri della droga un interessante sbocco per alimentare il mercato cinese, anche grazie e sopratutto alla mancanza di controlli alle frontiere. L’eroina infatti proveniente da Laos, Thailandia e Myanmar arriva senza problemi a Dali (Yunnan), centro di smistamento principale per il mercato interno e per gli Stati Uniti.

 

Cina, dibattiti sul "dragone"

 

Nonostante polemiche e dibattiti su internet che hanno visto, di recente, sul tavolo degli imputati il dragone, il 90% dei cinesi considera ancora l’animale mitologico, dai poteri sovrannaturali, simbolo della Cina. Secondo Pang Jin, direttore del Centro di ricerca cinese sulla cultura del dragone e della fenice: “In Cina è un simbolo spirituale che rappresenta la prosperità e la buona sorte, mentre in Occidente non gode dello stesso livello di considerazione”. Già in passato alcuni studiosi hanno suggerito agli inglesi di utilizzare la parola “long” per far riferimento all’animale mitologico cinese anziché “dragon”, termine che, nella cultura occidentale, avrebbe un’accezione negativa. In soldoni il dragone cinese non può e non deve essere confuso con quello dell’immaginario nostrano. Infatti in Cina l’animale mitologico è stato celebrato nell’arte come nella pittura e perfino nella danza ed è sempre stato considerato (e tuttora lo è)  portatore d’armonia. Nonostante questo, sembra che il governo centrale di Pechino si sia fatto influenzare dalle nostre stupide considerazioni. Cartellino rosso quindi per il dragone e via libera ai più mansueti panda, pesci e rondini che saranno le mascotte delle Olimpiadi del 2008.

Fonte Crc/Ctc/Adnkronos

 

Il Tibet fa i conti con le scellerate "campagne" cinesi

 

In tibetano si chiama «Namdrang Rangdrik» ed è l’ultima campagna lanciata dal governo cinese studiata per il “Tetto del mondo”, ovvero la costruzione di nuove case. Secondo Pechino infatti i tibetani, soprattutto quelli che vivono in prossimità delle stradi principali, dovrebbero ricostruire, entro due/tre anni e secondo standard decisi dall’autorità centrale, le loro case. In pratica viene chiesto di mettere in piedi anonime abitazioni in pietra sormontate da una bandiera rossa. Nell'area di Lhasa-Shigatse-Nyngtri e nelle vicinanze dei maggiori centri e già possibile ammirare questi “capolavori”. Secondo fonti ufficiali il turismo in continuo aumento e il tentativo di “alleviare la povertà nell'ovest” avrebbero spinto il sensibile governo centrale a introdurre questa iniziativa.

 

In effetti, dopo la costruzione della ferrovia della linea ferroviaria da Pechino a Lhasa, che ci sia stato un boom di visitatori cinesi e stranieri sembra indiscutibile, meno probabile invece è che siano andati lì per ammirare la terribile estetica delle nuove case tibetane. Oltretutto secondo Human Rights Watch i “tibetani colpiti dall'iniziativa avrebbero denunciato che i funzionari locali si sarebbero spesso appropriati dei fondi destinati a indennizzare le persone costrette a lasciare i loro alloggi”.

 

Anche Sophie Richardson, direttrice per l' Asia del gruppo umanitario, denuncia come «negli ultimi anni

abbiamo assistito ad un lento ma costante sforzo per togliere ai tibetani i loro mezzi di sostentamento in nome dello sviluppo». Quindi il tentativo governativo di far passare il progetto come un’iniziativa umanitaria sembra non stare in piedi. 

I tibetani che vengono sfrattati sono costretti a trasferirsi in abitazioni molto più piccole di quelle tradizionali, sprovviste di cortile interno, senza acqua nè luce. Il prezzo che sono costretti a pagare si aggira intorno a 5-6mila dollari a fronte dell’indennizzo governativo di soli 1200 dollari. Il resto dovrebbe essere coperto da mutui bancari. Dico dovrebbe, perchè pochi in Tibet, sopratutto nelle zone rurali, hanno la possibilità di ricevere un prestito non potendo dare garanzie adeguate. Ad ogni modo anche il trasloco non è facoltativo, chi si rifiuta rischia di vedere la propria casa demolita dalle ruspe.

 

Fonte Ansa

 

IllyCaffè conquista il Giappone

IllyCaffè apre anche in Giappone. Dopo l’Università del Caffè inaugurata a Shanghai l’imprenditore triestino “aggredisce” anche il Sol Levante. Infatti Tokyo ospiterà, nella zona commerciale a pochi metridal department store Takashimaya, il primo caffè italiano che servirà la famosa bevanda. Il locale, progettato dall'architetto Luca Trazzi, avrà un lungo bancone di metallo (di10 metri), un grosso tavolo al centro per una “bevuta” veloce e una miriadi di sedie e poltrone per chi ama una degustazione meditata. Le pareti, con retroilluminazione, saranno invece tappezzate di fotografie che ricondurranno al mondo dell’espresso. La ProntoCorporation gestirà il nuovo bar. Ad ogni modo il Giappone già conosceva il marchio Illycaffè attraverso la rivista Illywords, ma soprattutto grazie all’attività della società triestina nell'alta ristorazione sia nelle migliori catene di hotel internazionali che nella grande distribuzione. Per il prossimo futuro l’azienda prevede l’apertura di circa 100 coffebar solo in Giappone. Finalmente una società del BelPaese lungimirante, attiva, pensante. Che quasi sconcerta. Un caso anomalo in un’economia italiana che ristagna.

Fonte Agi

 

Disoccupazione il nuovo dilemma della Cina

 

Saranno 15 milioni i disoccupati in Cina nel 2007. Almeno secondo le stime dell'Accademia cinese di Scienze sociali. Infatti per il prossimo anno saranno creati 10 milioni di nuovi posti di lavoro a fronte di 25 milioni di richieste. Dello stesso parere sembra essere un importante economista dell'Accademia Qi Jianguo che denuncia all’Agenzia Nuova Cina come il rapido sviluppo industriale e quello sei servizi abbia provocato un’impennata della disoccupazione senza precedenti: oltre 100 milioni di senza lavoro nelle sole zone rurali. L’assenza d’impiego è un fenomeno che dilaga soprattutto nelle province centrali e occidentali della Cina, nonostante la politica del “go west” e un'economia, quella cinese, che anche quest'anno ha viaggiato oltre il10%, con un picco dell'11.3% nel secondo quadrimestre. Ma i problemi non finiscono qui. A peggiorare la situazione ci sono anche i 3,6 milioni di impiegati delle imprese statali, che verranno privatizzate e alcune delle quali, circa 2000 finiranno per dichiarare bancarotta. Attualmente in Cina si stima che ci sia un tasso di disoccupazione pari al 4,2% relativo solamente alle zone urbane. E con la decisione del governo centrale di bloccare la crescita annua all’8%, il dato negativo rischia di ripetersi per gli anni successivi. Preoccupazione è stata manifestata dal Ministro del Lavoro, Tian Chengping, e da quello dell'Educazione. Infatti nella prossima estate usciranno dalle università 4,95 milioni di giovani, il 30% circa con poca probabilità di trovare impiego. Quindi tempi duri per i neolaureati, ma non solo. Anche chi già da tempo a coronato il suo sogno accademico è a rischio. Secondo il rapporto Nasscom-Mckinsey per il 2006, tantissime multinazionali di Shanghai, Canton e Pechino cercano personale qualificato, ma non lo trovano. Scarsa esperienza, un inglese insufficiente e poca capacità di leadership sembrano essere le caratteristiche dei “dottori” cinesi. Sotto accusa la formazione accademica che il governo di Pechino sta cercando di elevare a standard internazionali attraverso collaborazioni con atenei stranieri.

Fonte Ansa

 

In Italia il Natale parla cinese

 

Il Natale italiano parla sempre più cinese. Infatti secondo Confartigianato nel 2005 dalla Cina sono arrivati in Italia giocattoli, decorazioni natalizie, gadget, oggetti di vetro per un valore complessivo di 669,3 milioni di euro pari al 58,7% del totale delle importazioni italiane (1.133,9 milioni di euro) di queste tipologie di prodotti. La parte del leone la fanno i giocattoli a ruote (automobili a pedali, tricicli, monopattini) che hanno registrato un’impennata del +109,9% rispetto al 2003. L’unica flessione (del 12,2%) riguarda l’import di bambole. Per il resto le statistiche parlano chiaro il colosso asiatico ha pochi rivali e gli unici paesi dell’Unione Europea che gli danno filo da torcere sono Germania ed Inghilterra, da quali provengono il 33,6% del totale delle nostre importazioni di giocattoli, perlopiù giochi di società e giochi meccanici. Ecco un riepilogo dell'andamento delle importazioni dalla Cina nel 2003-2005 secondo l'elaborazione di Confartigianato su dati Istat: tricicli, monopattini, automobiline a pedali; carrozzelle e passeggini per bambole +109,9%; bambole -12,2%; giochi (senza ruote) e puzzle +22,4%; giochi di società, inclusi giochi meccanici +35,7%; addobbi di vetro

+114,4% - addobbi +15,5% - ghirlande elettriche +46,5%.Asa

Fonte Ansa

 

 

Vietnam, a volte ritornano

Buone notizie dal Vietnam dove è stata avvistata allo stato selvatico una tartaruga di stagno della specie 'Mauremys Annamensis' dopo 65 anni dall’ultima segnalazione. La notizia è stata diffusa dall'IUCN (Unione Mondiale della Conservazione) che collabora già da tempo con il “Turtle Survival Alliance” nell’ambito del programma di recupero denominato "Asian Turtle Program". Era dal 1941 che questo tipo di testuggine non veniva osservata allo stato brado e grazie ad alcune trappole posizionate (da esperti e biologi) nel suo habitat naturale è stato possibile confermare la sua presenza, nonostante l’espansione urbana insieme all’alterazione e alla bonifica delle aree umide minacci sempre di più la sua sopravvivenza. Ora il prossimo passo sarà quello di rilasciare in natura esemplari nati in cattività nel “Cuc Phuong Turtle Conservation Centrè”, centro situato nell’omonimo Parco Nazionale. L’impresa sarà difficile. Ma tutti scommettono sulla simpatica tartarughina. Asa 

 

Fonte Ansa

Nuove opportunità di sviluppo per le province cinesi più povere

 

Sono cinque le regioni cinesi (Yunnan, Xinjiang, Sichuan, Guizhou, Mongolia Interna) che parteciperanno al nuovo progetto “Green Poverty Reduction in China” promosso dal United Nations Development Programme (UNDP), dal Ministero della Scienza e Tecnologia e dal Ministero dell’Economia cinesi. Obiettivo del programma è quello di favorire uno sviluppo sostenibile nel settore energetico ed economico. Saranno così installate diverse turbine per sfruttare l’energia eolica nella Mongolia Interna, mentre verrà creato un fondo per aiutare i produttori di erbe medicinali nel Xinjiang. Per quanto riguarda le province dello Yunnan, Sichuan e Guizhou sono previsti finanziamenti per favorire la coltivazione del Jatropha curcas L., albero che cresce in zone molto aride, dal quale si ricava un olio utilizzato per produrre biodiesel. L’intenzione sarebbe quella di estendere questo tipo di piantagioni da un’area esistente di 27.000 ettari a più di 270.000 ettari nei prossimi cinque anni, portando sicuri benefici economici ai contadini locali. Asa

 

 

Giappone, nostalgia del passato

 

TOKYO: Il Giappone riscopre la sua storia e il suo amor patrio. Infatti il comune di Kawachinagano, nella provincia sudorientale di Osaka, ha deciso che nella sala assembleare del municipio venga collocata stabilmente la 'Hinomarù (cerchio del sole), ovvero la bandiera nazionale. Dopo la seconda guerra mondiale si era persa la consuetudine di esporre lo “stendardo” (simbolo del Sol Levante) per rompere con il passato regime militarista che aveva attribuito una certa sacralità alla bandiera.

 

Nel piccolo comune giapponese la proposta di ritornare ad esporre la 'Hinomarù è partita da tre esponenti del Partito liberaldemocratico di governo che ritengono che «Rispettare e amare la bandiera nazionale ed esserne orgogliosi è un sentimento comune della popolazione nipponica e conduce al rispetto per gli altri Paesi: noi volevamo che questo diventasse cogente per legge». L’approvazione della norma è avvenuta con 13 voti favorevoli e 6 contrari. Per l’applicazione sarà necessario attendere marzo 2007.

 

Fonte Ansa

 

Cina, ancora polemiche sulla libertà di stampa

 

La Cina fatica a percorrere un processo di democratizzazione serio. La denuncia parte dal Comitato per la Protezione dei Giornalisti (Cpj), un' organizzazione che ha il suo quartier generale negli Usa che denuncia come in Cina ci siano almeno trentuno giornalisti in galera accusati ingiustamente o senza prove di “sovversione” o di aver “rivelato segreti di Stato”. Il tentativo di limitare la libertà di stampa non si frema alla carta stampata, ma include anche Internet. Diversi sono i siti censurati ai quali è impossibile accedere dai server cinesi come BoxunNews e Epoch Times. Famoso è anche il caso di Shi Tao, giornalista di un quotidiano economico dell’Hunan (Cina centrale), “incastrato” dalla polizia cinese grazie all’aiuto dell’ufficio di Yahoo ad HongKong e condannato a 10 anni di carcere per aver diffuso segreti di stato. Stessa sorte è capitata a Ching Cheong, corrispondente dello Strait Times di Singapore, che dovrà scontare una pena di 5 anni per il medesimo reato. E Zhao Yan, corrispondente del New York Time, inquisito per truffa, dopo che le imputazioni più pesanti erano cadute. Attualmente la Cina si piazza al terzo posto per numero di giornalisti incarcerati dopo Cuba ed Eritrea.

 

Fonte Ansa

 

Usa, il Tibet rivendica i propri diritti

 

In un convegno organizzato dalla Brooking Institution, che ha sede a Washington D.C., negli Usa, il Tibet torna a rivendicare i propri diritti attraverso Lodi Gyari, l'inviato speciale del Dalai Lama per le trattative con la Cina. “…alcune persone nel governo cinese sembrano pensare che una volta morto il Dalai Lama il problema del Tibet scomparirà..., ha denunciato Gyari. Secondo il portavoce tibetano il governo di Pechino sottovaluta le conseguenze negative che la scomparsa del leader spirituale potrebbe causare. Infatti la Cina si troverebbe a gestire il problema senza il Dalai Lama che gode della fiducia di tutta la comunità e che crede fermamente nella non violenza... In sua assenza, non sarà possibile che l' intera popolazione non esprima la sua rabbia e il suo risentimento...

 

L’intervento pubblico di Gyari è stato reso necessario per chiarire alcuni aspetti della questione tibetana, dopo che alcuni giornali cinesi filo-governativi avevano pubblicato delle notizie poco attendibili.

 

Ad ogni modo l’esponente tibetano ribadisce quelle che sono le richieste e i punti da discutere nelle trattative con il governo cinese, ovvero  lo status del Tibet; la necessità che tutti i tibetani vivano sotto un' unica amministrazione; e quella di una autonomia amministrativa per il territorio.

 

Fonte Ansa

 

 Il Giappone discute sull'eutanasia

 

TOKYO: L’eutanasia fa discutere anche in Giappone. Sebbene nel Paese del Sol Levante non esistano preclusioni di tipo religioso, l’applicazione della “morte indolore” sembra essere osteggiata da concezioni tradizionalistiche. Le accese polemiche e le infinite discussioni sul delicatissimo tema, hanno portato l’Associazione nazionale per la cura delle sindromi acute a pronunciarsi favorevolmente alla eutanasia passiva, ovvero a disattivare i macchinari che tengono in vita i malati terminali (ovvero pazienti in stato di morte cerebrale o destinati con tutta evidenza a morire nel giro di ore o di giorni nonostante qualsiasi cura), previo loro consenso e quello almeno di due medici compreso quello curante. La decisione è stata presa con tutte le cautele del caso, non essendo in vigore una legge sulla “songeshi”, ovvero la morte causata  dall’interruzione delle apparecchiature che tengono in vita il paziente. Ad ogni modo era necessario affrontare l'argomento. E il caso di una dottoressa, che aveva “aiutato” a morire un uomo in coma profondo, ha sicuramente convinto  dell’Associazione a pronunciarsi, senza però riuscire a colmare quel vuoto legislativo sulla "morte dignitosa”.

 

Fonte Ansa

 

Italia in Cina: dove e perchè investire

 

“Soddisfare i bisogni dell’economia e dello sviluppo sociale e di aggiustamento del tessuto sociale”, sono questi gli obiettivi che intende raggiungere la Cina attraverso gli investimenti stranieri e l’acquisizione di tecnologia avanzata. Ma senza esagerare e soprattutto senza esporsi troppo alle aggressioni straniere. Così abbiamo settori industriali cosiddetti “incoraggiati”, che includono la protezione ambientale, la promozione dell’export e del settore agricolo, il miglioramento della qualità dei prodotti, quelli “limitati”, dove la Cina è troppo debole per assenza di tecnologia e quindi in parte preclusi alla mire straniere. Poi abbiamo i settori “proibiti”, tra i quali si annoverano la salvaguardia ambientale, la sicurezza, la salute umana ecc.. Infine i “permessi”, ovvero tutti i settori che non fanno parte dei gruppi menzionati poc’anzi.

Nonostante in alcuni casi ci sia un forte protezionismo, la tipologia dei settori “incoraggiati”, le cui regolamentazioni sono elencate nel “Regulations on Foreign Investment Guidelines” (entrate in vigore dal 1 Aprile 2002), soddisfano tutte le esigenze delle grandi multinazionali desiderose di investire in Cina. Dopo la costituzione di una società la prassi da seguire per ottenere lo status di “settore incoraggiato” consiste nel preparare una serie di documenti come l’application form, lo studio di fattibilità, la copia della business licence, oltre ad elenco dei macchinari importati. La domanda dovrà essere presentata al MOC (Ministry of Commerce) e il tutto dovrebbe essere approvato, in tempi accettabili, dal NDRC (National Develpment & Reform Commission). Una volta ammessi nel limbo degli “incoraggiati” gli investitori possono ottenere diversi sgravi fiscali ed esenzioni, sui profitti, sull’IVA per l’importazioni di macchinari, e sul fatturato. Naturalmente soprattutto le province della Cina sud-occidentale offrono le opportunità più ghiotte. Quindi armiamoci di coraggio. Ormai a Shanghai, Pechino ed HongKong  la concorrenza, per noi italiani, è spietata. Fmango

 

Fonte: ChinaBriefing

 

Corea, un robot per amico

 

La Corea già da tempo ha deciso di investire nel campo del robotica spendendo quasi 8 miliardi di euro. E ora sembra essere venuto il momento di raccogliere i frutti di questi anni di continue sperimentazioni e ricerche. Così il Ministero delle Tecnologie, in via sperimentale, ha messo a disposizione di alcune famiglie dei robot che funzionano connettendosi ad un server nazionale con dispositivi wireless messo a disposizione dalla Korea Telecom, società di telecomunicazioni nazionale. Questi complessi dispositivi meccanici, che saranno in vendita a partire dal 2007 al prezzo di 1000 euro circa, possono essere programmati per fare qualsiasi cosa dentro e fuori le mura domestiche. Possono intrattenere i bambini, ordinare una pizza, assistere gli anziani.

Molto probabilmente una volta testata la loro affidabilità è intenzione del governo utilizzarli negli aeroporti, nelle stazioni e negli uffici pubblici per dare delle semplici informazioni, ma anche in quei luoghi dove sia necessaria la sorveglianza. C’è poi chi pensa di creare un reparto dell’esercito robotizzato che sia in grado di rimpiazzare l’ormai obsoleta fanteria. Fantascienza o realtà? Aspettiamo ulteriori sviluppi. Asa

 

Fonte morse.it

 

Carrefour e l'insidioso consumatore cinese

 

Carrefour ha trovato un enorme successo in Cina, affermandosi con la presenza di ben 76 ipermercati. Inoltre ha avuto ha avuto un aumento delle vendite del 25% (dato 2005), facendo della Cina il mercato a più rapida espansione nel suo impero economico. Tuttavia l’attrarre nuovi consumatori e mercati non è l’unica strategia di successo: ha infatti deciso di chiudere l’ottavo supermercato della catena Champion (sempre Carrefour) a Pechino. Si tratta ovviamente di un’uscita di scena strategica. Champion è il volto internazionale di Carrefour. E’ presente in Europa, Brasile ed Argentina. E’ caratterizzato dalla vendita di prodotti freschi e di elevata qualità.Nel 2004 il marchio Champion fu scelto dalla stesse autorità centrali cinesi per modernizzare la vendita al dettaglio e per preparare la città alle Olimpiadi del 2008. Furono anche eseguite delle ricerche di mercato secondo le quali un abitante di Pechino potrebbe spendere il 25% delle proprie entrate in prodotti alimentari. Sempre secondo tale ricerca i cinesi sarebbero abituati a servirsi presso piccoli venditori al dettaglio oppure mercati locali, incappando in qualità non sicura, scarsa igiene ed anche un prezzo non necessariamente conveniente. Champion, invece, doveva proporre un certo standard qualitativo ad un prezzo competitivo. In realtà tale indagine si rivelò completamente errata: Champion non riuscì ad attrarre abbastanza clientela, sia perché gli abitanti di Pechino preferiscono avere una certa familiarità con il punto vendita e sia perché i prezzi continuavano a mantenersi abbastanza alti. Quindi Carrefour è uscita strategicamente dalla Cina con il marchio Champion, vendendo le proprie quote al partner locale, mantenendo però inalterata la sua immagine tradizionale, senza avere ulteriori ripercussioni.

 

Fonte: China International Business

 

Thailandia, orangutan, maltrattati, rimpatriati in Indonesia

 

BANGKOK: E’ stato necessario l'intervento della polizia thailandese per liberare circa 50 orangutan “ospiti” presso il Safari World di Bangkok e costretti ad inscenare incontri di kick-boxing. I primati sono stati rimpatriati, con un mezzo dell’aereonautica militare, in Indonesia, loro paese di origine, dove ad aspettarli c’era niente di meno che Susilo Bambang Yudhoyono, moglie del presidente indonesiano. “È stato un grande scandalo ed è costato molto tempo e denaro, quindi sono molto felice di vederne la fine dopo più di tre anni”, commenta Edwin Wiek, della Fondazione amici della natura della Thailandia.

Nel 2004, in seguito ad una pioggia di denunce, il famoso parco divertimenti della capitale tailandese era stato soggetto a diversi controlli da parte delle forze dell’ordine che avevano trovato circa 115 orangutan, i quali, secondo le dichiarazioni dei proprietari del Safari World, erano frutto di un fortunato programma di riproduzione interno. Ma i test del DNA avevano consentito di risalire alla reale provenienza delle scimmie, ovvero l’Indonesia, e di smascherare uno dei maggiori casi di contrabbando di fauna selvatica. Grazie alla tenacia e agli sforzi di Wiek, della polizia forestale ed del dipartimento dei parchi nazionali gli orangutan sono tornati liberi. Ora si spera che si intervenga per salvaguardare i 30.000 esemplari sparsi nelle giungla di Malaysia e Indonesia che, secondo gli ambientalisti, potrebbero estinguersi fra 20 anni.Asa

 

Fonte Ansa Reuters

Koizumi e l'amore per l'Italia

 

Opere liriche, buon cibo e belle ragazze. Sono queste le ragioni che avrebbero convintol’ex premier giapponese, Junichiro Koizumi, a comprarsi casa in Italia. Secondo indiscrezioni della rivista giapponese 'Primavera culturale' Koizumi ama il Belpaese e, dopo aver lasciato la guida del Giappone al suo successore Shinzo Abe, avrebbe delegato a sua sorella Nobuko il compito di cercare un appartamento nella nostra penisola.

Il periodico nipponico mette in evidenza la passione sfrenata per il melodramma italiano e per la pasta asciutta dell’ex capo del governo, oggi 64enne. E sottolinea come sia “un gran conoscitore delle vivande e dei vini della Penisola” così come dei capi di abbigliamento “made in Italy”. Anche le donne italiane, sempre secondo “Primavera culturale”,  sembrano essere uno dei motivi che potrebbero convincere Koizumi, da tempo divorziato, a vivere in Italia.Asa

 

Fonte Tgcom

Thailandia del sud, guerra e orrore

 

Ancora morti nel sud della Thailandia. La cronaca degli ultimi giorni è un susseguirsi di morti ammazzati. A Pattani, una delle tre province a maggioranza musulmana, un immigrato birmano, 36enne, è stato decapitato nella propria abitazione davanti alla figlia adolescente. La sua testa, gettata sul ciglio di una strada, è stata ritrovata dalle forze militari tailandesi, tra l’altro rimaste coinvolte dalla deflagrazione di una bomba piazzata nelle vicinanze. Secondo la polizia locale fonte poco attendibile, gli assassini dell’uomo, che lavorava in un allevamento di gamberi, sarebbero dei presunti separatisti islamici. A Narathiwat, sempre al sud e sempre a maggioranza musulmana, un uomo 50enne di fede buddista è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco. Il ferimento di un poliziotto causato dallo scoppio di un ordigno si registra invece a Yala.

 

Il generale Sonthi Boonyaratglin, autore del colpo di stato che il 19 settembre e primo musulmano a dirigere le forze armate in Thailandia, si è dichiarato disponibile a stabilire un dialogo con i ribelli musulmani per porre fine a questa escalation di violenza che dura ormai da più di 6 anni. Ed è chiara l’inversione di tendenza rispetto al precedente governo. fm

 

Fonte Ansa/AFP

 

Cina, vignette non gradite

 

Kuang Biao, vignettista cinese di un giornale di Guangzhou, rischia il suo posto di lavoro. Almeno così sembrerebbe. Il simpatico cartonista alcuni giorni fa ha deciso di dedicare una delle sue vignette proprio al presidente Hu Jintao, ritraendolo in lacrime mentre scrive una lettera alla moglie di un professore morto di cancro, che per amore del proprio lavoro aveva rifiutato cure appropriate. La didascalia della vignetta recita: «Il presidente Hu non sta solo scrivendo alla sorella, sta anche scrivendo a tutti i professori che lavorano sodo nel Paese».

 

Nonostante Kuang non abbia ridicolizzato né tantomeno offeso il leader cinese, è stato comunque sospeso dal suo incarico per un mese. In realtà potrà continuare a disegnare sotto pseudonimo. La decisione è stata presa dall’editore del giornale che in questo modo avrebbe protetto il vignettista da pene più severe.

 

In effetti, Fang Cheng, ex cartonista ora in pensione, sottolinea come il ricordo di Mao Tze Tung che faceva uso delle vignette per umiliare i propri avversari o politici epurati sia ancora vivo. “Per tanti anni la gente ha creduto che le vignette servissero solo a ridicolizzare e criticare. Non sanno che il loro vero scopo è quello di descrivere l'attualità obiettivamente” 

 

Problemi di democrazia in Cina

 

PECHINO: Gao Zisheng, attivista cinese per i diritti umani, è stato arrestato. Il suo avvocato, Mo Shaoping, afferma che l’incriminazione è avvenuta il 21 settembre di quest'anno, ma solo ora il governo di Pechino ha reso ufficiale la sua carcerazione. Gao non può ricevere nessuna visita, nemmeno quella del suo legale. Questa scelta è stata fatta dall’ufficio di Pubblica sicurezza cinese per tutelare improbabili “segreti di Stato”. Infatti il difensore ritiene che la rigida misura adottata nei confronti del suo assistito sia eccessiva. I reati di Gao, 42 anni, sarebbero legati a diversi scioperi della fame contro la violazione dei diritti umani. In particolar modo si sarebbe battuto per la liberazione di Chen Guangcheng, avvocato non vedente, condannato per aver denunciato episodi di aborti e sterilizzazioni forzate. Inoltre avrebbe svolto la funzione di rappresentante legale di esponenti della setta Falun Gong, di fedeli di chiese clandestine e di contadini la cui terra è stata rubata da funzionari corrotti. Asa

 

Asia-Pacifico, dove nascono gli ultra-ricchi

 

ASIA: L’habitat degli 'High net worth individuals' (hnwi), ovvero gli individui con un patrimonio finanziario netto superiore al milione di dollari, è l’area geografica asia-pacifico. Secondo lo studio 'asia-pacific wealth report',  presentato da Merrill Lynch e Capgemini, nel 2005 il 27,1% popolazione mondiale dei “paperoni”, circa 2,4 milioni di persone, risiedeva nell’emisfero orientale del globo. Dalla ricerca inoltre risulta che gli ultra-hnwi, e cioè gli individui con un patrimonio finanziario netto superiore ai 30 milioni di dollari, siano aumentati del 12,1% rispetto al 2004. La ricchezza totale degli “uomini d’oro” asiatici, perlopiù residenti in Cina e Giappone, ammontava a 7.600 miliardi di dollari nel 2005, con un aumento dell’8% rispetto all’anno precedente. Il pil reale e la capitalizzazione del mercato sono le cause che hanno contribuito a creare queste  sconcertanti ricchezze personali. 

  

Fonte: Sole 24 ore

 

Cina, a Shanghai la prima Università del caffè

 

Shanghai: In concomitanza della visita di Prodi in Cina, la Illycaffè di Trieste, azienda famosa in tutto il mondo, ha aperto a Shanghai la prima Università del caffè, dopo quelle di Trieste e di Seoul. L’iniziativa nasce grazie alla presenza della società triestina in Cina con una joint-venture, italo cinese, la Illycaffè Shangai, creata la scorsa primavera.

 

Nel quartier generale della nuova Istituto, “ospitato” in un prestigioso edificio a Pudong, uno dei quartieri più famosi della città cinese, i corsi sono già partiti. Gli allievi per ora sono i distributori cinesi dei prodotti Illy. Ma già si sta pensando di estenderli a produttori, ristoratori e consumatori locali.

 

«L' iniziativa vuol essere una valorizzazione di un 'Made in Italy' inteso non solo in chiave

economica - ha osservato il direttore della neoistituita area 'cultura del caffè della Illy, Roberto

Morelli - ma anche e soprattutto culturale, in un paese come la Cina, da sempre Paese del tè,

ma sempre più aperto a nuove esperienze».

 

Sono 15 i corsi in programma e si stima che entro il 2007 verranno formati circa 1500 professionisti. Ma Illy non si ferma qui. Previste l’apertura di Università del caffè anche negli Stati Uniti e India. Fabio Mango

 

Fonte Ansa

 

Giappone, inaugurato sistema antisismico

 

In Giappone i terremoti saranno previsti in anticipo. L'Agenzia meteorologica giapponese infatti, grazie ad un sofisticato sistema di allarme, potrà rilevare le scosse di un sisma con anticipo tale da permettere di allertare il personale di sicurezza in grado di bloccare i treni ad alta velocità e le centrali nucleari. Per ora il prezioso dispositivo è in dotazione a circa 41 famiglie di dipendenti di compagnie ferroviarie, di centrali elettriche e di imprese di costruzioni ed è in grado di riconoscere i due tipi di onde emesse da un terremoto: onde di compressione dette «P» (quelle che hanno un potere distruttivo minimo) e le onde secondarie dette «S» (quelle che causano i danni maggiori). Il preavviso che il sistema è in grado di garantire è di 20 secondi e per Makoto Saito, responsabile dell'Agenzia meteorologica, è sicuramente insufficiente per allertare la popolazione, ma molto utile per limitare i danni alle infrastrutture ed impianti startegici. ASA

 

Fonte: Ansa/AFP

 

Cina, alla ricerca dell'oro nero

 

La Cina ha sete di petrolio. Dopo gli accordi siglati con Iran, Siria, Sudan, le ex repubbliche dell’Unione Sovietica ecco spuntare il Venezuela che entro il 2010 diventerà uno dei principali fornitori di greggio dell’ex impero celeste. L’accordo è stato raggiunto dopo l’incontro, avvenuto a Pechino, tra il Hugo Chavez, presidente del paese latinoamericano, e Hu Jintao, leader della Cina. Tra gli obiettivi si ipotizza la creazione di una società sino-venezuelana che nascerà dalla cooperazione tra la compagnia petrolifera pubblica venezuelana (Pdvsa) e la cinese Cnpc, prima produttrice asiatica di petrolio e gas. Gli investimenti del “gigante orientale” nel settore petrolchimico e petrolifero, sulla base degli accordi siglati, saranno di 2 miliardi di dollari e lo stesso Chavez in un’intervista alla Vtv, televisione di stato del Venezuela, ha assicurato che già entro il 2009 mezzo milione di barili al giorno verranno esportati verso la Cina.Asa

 

Fonte: Ansa/AFP

 

I giapponesi protestano contro il governo

Apparecchiature vintage vietate

 

I giapponesi sono scesi in piazza. E' raro vederli così arrabbiati. Questa volta il governo deve averla fatta proprio grossa. La colpa sarebbe di una legge approvata dall'esecutivo che ha deciso di imporre restrizioni all’acquisto e alla vendita di dispositivi elettronici che non abbiano una certificazione idonea. Questo ha scatenato le proteste di centinaia di migliaia di estimatori di apparecchature vintage (ovvero di seconda mano) ai quali con le nuove regole imporrebbe il divieto di compravendita. I manifestanti, urlando slogan, hanno sfilato lungo le strade di Tokyio con televisori, videoregistratori, tastiere. Ospite d’eccezione tra i dimostranti Ryuichi Sakamoto, già  già vincitore di un Oscar per la miglior colonna sonora con il film "L'ultimo imperatore" dell'italiano Bertolucci. Alla fine l’esecutivo giapponese, visto la portata della manifestazione ha ceduto, ritirando il provvedimento che rimarrà valido solo per i dispositivi elettronici nuovi di zecca. Asa

 

Nuove abitudini ad Hong Kong

ovvero come disfarsi degli oggetti ingombranti e scomodi

 

  In Italia si usa(va) gettare dalla finestra gli oggetti o elementi d’arredo vecchi durante il Capodanno.

A New York si può trovare fastidiosa l’acqua che sgocciola dai condizionatori dei palazzi sui passanti in strada. Ad Hong Kong invece si stanno verificando degli incidenti spiacevoli: il 22 luglio una donna di 78 anni è stata portata in ospedale urgentemente dopo che un paio di forbici, lanciate da un condominio le erano rimaste conficcate nella testa. Lo stesso giorno, un uomo di 28 anni in un’altra parte della città è rimasto ferito gravemente con profondi tagli alla testa causati da un altro paio di forbici, mentre un ragazzo è riuscito a sopravvivere dopo che un pezzo di ferro, lanciato da una finestra ai piani alti di un palazzo, lo aveva colpito.

Come ogni residente della megalopoli orientale vi potrà confermare la “pioggia” di oggetti dall’alto è continua: lattine di birra, pacchetti di sigarette, oltre a confezioni usate di Viagra, sabbietta per gatti sporca, bottiglie di vetro, materassi e addirittura, frigoriferi. Il fenomeno, che desta molte preoccupazioni tra le autorità, avviene principalmente nei quartieri che ospitano le case popolari,in cui vivono stipati gli abitanti più poveri della città. Spesso le condizioni di tali edifici sono così disastrose da poter affermare che il pericolo non viene tanto dagli oggetti lanciati, quanto dai cornicioni ed infissi che precipitano lungo la strada per scarsa manutenzione ed incuria. In ogni caso c’è chi ipotizza che il malcostume di lanciare oggetti sia una manifestazione di malcontento generale, soprattutto di chi non ha raggiunto un maggiore benessere come l’emergente classe media cinese. Insomma se le cose dovessero stare così, l’epidemia si propagherebbe inevitabilmente a macchia d’olio.

 

 Fonte: The Economist

 

Dialetti cinesi a rischio

Le minoranze etniche cinesi stanno perdendo l’uso del loro lingua

 

La lingua parlata dalla minoranza etnica Miao nella provincia del Guizhou a sud-ovest della Cina è in pericolo di estinzione, stando alle parole di un referente politico locale. Il vice-Presidente della Commissione Affari etnici e religiosi presso la Conferenza provinciale politico-consultiva del Popolo del Guizhou, Han Kan, riferisce , citando un resoconto della proprio organizzazione, che sempre meno persone appartenenti all’etnia Miao parlano la loro lingua.

Nella Contea di Tianzhu, della Prefettura autonoma dello Qiandongnan delle nazionalità Miao e Dong, in cui la popolazione Miao vive in una comunità compatta, soltanto 32 villaggi su 112 utilizzano ancora il loro idioma.

 Nella Contea di Taijiang sempre nella Prefettura dello Qiandongnan, in cui la popolazione Miao è circa il 97% della popolazione totale, 40 villaggi su 180 già hanno perso l’uso della lingua tradizionale.

Nella Contea di Danzai, Qiangdongnan, soltanto il 60% della popolazione, soprattutto sopra i 50 anni, parlano la loro lingua, mentre, solo nel 1999 la percentuale era dell’85%.

  Da questi ultimi dati si evince che il fenomeno è quasi inarrestabile, dovuto ad una progressiva sinizzazione dei costumi, e quindi anche della lingua. Ormai i bambini parlano e scrivono in mandarino e sarà difficile trovare una soluzione per invertire tale tendenza.

 

 

Fonte: Agenzia Xinhua/pinyin.info

 

Chinese style

di Violetta Ravagnoli

 

Cina. Ho parlato di distruzione arbitraria di edifici, di nuovi edifici e di operai che per realizzare tutto cio’ si trasferiscono dalle campagne per vivere come bestie nel cantiere. Poi nelle feste comandate (capodanno cinese, primo maggio festa dei lavoratori, e primo ottobre festa della repubblica) tornano al villaggio per portare a casa una ventina di dollari.

Ora una domanda che non c’entra molto. Cosa ne sapranno mai questi contadini di come si costruisce un grattacielo? Acqua corrente, impianti elettrici, pavimenti, per non parlare di RIFINITURE???

Non so se l’ho mai sottolineato abbastanza, comunque ritengo che il gusto cinese sia piuttosto lontano dall’essere raffinato.

Quindi se affidi a un contadino dell’Anhui (provincia piuttosto arretrata) le rifiniture di un interno, puoi stare certo che la cucina ti si allaga dopo il primo mese che la usi, i mobili nuovi cominciano a scollarsi dopo un paio di mesi, e il televisore scoppia dopo anche pochi giorni dall’inizio dell’utilizzo (non dico per dire…tutto cio’ succede e mi e’ successo!)

Allora facciamo il punto.

Durante Mao cio’ che conta nella produzione e’ la quantita’. Se una comune deve produrre dieci quintali di acciaio per la fine del mese, quei dieci quintali devono essere pronti anche se dentro ci si mette olio di noccioline e cavolo cinese.

Durante Deng i beni di consumo fanno la loro apparizione. Tutti pazzi per orologi e televisori. Fino ad allora, a scuola si era studiato solamente il libretto rosso, quindi ora si deve imparare velocemente la tecnica.

Allora nelle zone ad economia speciale (SEZs) si assemblano televisori buoni, da li’ si esportano (bisogna accumulare capitale!) e la tecnica si comunica alle regioni interne. Cosi’ copie di televisori fatte alla buona, rigorosamente in bianco e nero, si producono per il mercato interno…quello in cui il concetto di qualita’ e’ ancora ignoto. Il processo e’ ovviamente lo stesso per ogni prodotto.

Oggi la Cina dal rapido sviluppo è questa. Qualcosa e’ cambiato nelle compagnie con manager stranieri che impongono regole per il costumer care ecc., ma l’idea di produrre tot entro il 2020 e diventare tali entro il 2010 e’ presente in ogni piano economico.

Allora?

Temo che si ritroveranno tra qualche anno con delle case dalla splendida apparenza iniziale che cominiceranno, pero’ ad andare a pezzi. Soluzione? Da bravi cinesi cominceranno a mettere toppe inadeguate e saremo da capo a dodici.

Tanto di forza lavoro ne hanno quantita’ quasi inestinguibili! E soprattutto, un grattacielo lo si puo’ buttare giu’ e ricostruirlo in qualche mese, no?

 

Cambogia, muore "il macellaio"

 

Ta Mok, 82 anni, ex comandante militare dei Khmer Rossi, è morto pochi giorni fa per cause naturali in un ospedale di Phnom Penh, capitale della Cambogia. Debole di salute, affetto da problemi respiratori e con una sola gamba non ce l’ha fatta. Soprannominato “il macellaio” era uno dei più importanti imputati per il genocidio compiuto sotto il regime comunista dei Khmer guidati da Pol Pot tra il 1975 e il 1979  e dove si calcola morirono più di 1,7 milioni di persone. Il processo patrocinato dall’ONU e preteso dal governo cambogiano si terrà nel 2007 e vede incriminati tra gli altri il gerarca soprannominato 'Douch', attualmente in carcere insieme a Ieng Sary e Kieu Sam. Asa

 

Fonte Ansa/Reuters

 

Cina generosa, lo dice il World Food Program

 

La Cina sta cambiando. Ed oltre a cercare delle strategie per risolvere i problemi interni causati da un’economia capitalista che ha distrutto lo stato sociale, sembra essere più sensibile alle tematiche della fame nel mondo. Almeno lo è molto di più rispetto al Giappone, al quale ha strappato il terzo posto nella classifica mondiale di donatori di cibo ai paesi più poveri, dopo Stati Uniti e Unione Europea . Nel 2005, infatti, l’ex impero celeste ha donato al World Food Program 577mila tonnellate di aiuti, circa il 260% in più rispetto al 2004. Secondo Anthea Webb, responsabile delle relazioni esterne del WFP, “la Cina sta giocando un ruolo sempre più importante nel garantire che altri paesi affamati abbiano abbastanza cibo” e soprattutto stupisce “che un'economia così in crescita abbia dimostrato una tale generosità per i più poveri”. Effettivamente la Cina ha manifestato una grande umanità e maturità nell’elargire ingenti aiuti alle vittime dello tsunami dello Sri Lanka. Anche Liberia, Guinea Bissau e Corea del Nord sono i principali beneficiari della generosità cinese.fm

 

Fonte: Ansa

 

A Bangkok lo scalo internazionale più grande dell’Asia

 

Bangkok-Suvarnabhumi, così si chiamerà il nuovo aeroporto thailandese che sarà inaugurato il 28 settembre di quest’anno. Il più grande aereoscalo in Asia (tre volte quello di Fiumicino), che in futuro avrà una capacità massima di 100 milioni di passeggeri l’anno, sostituirà il vecchio aeroporto Don Muang, ormai inadeguato a gestire dei flussi che andassero oltre i 37 milioni l’anno. La nuova aerostazione sorgerà a Nong Ngu Hao, nella provincia di Samut Prakarn, a 25 chilometri ad est di Bangkok ed occuperà un’area di 3100 ettari. La torre di controllo, 132 metri, sarà una delle più alte al mondo e le due piste parallele di 3,7 chilometri consentiranno un traffico di 76 voli l'ora. Il volume di passeggeri, che potrà essere gestito attraverso questa nuova struttura, raggiungerà in breve tempo i 45 milioni di passeggeri, ovvero quasi 3,5 volte il volume annuo del 2005 di Roma Fiumicino, e 5 volte più di Milano Malpensa. Naturalmente non sono mancate le difficoltà. Infatti il contesto economico e politico del paese insieme all’aumento dei costi del lavoro, hanno costretto la "New Bangkok International Airport", società costituita nel 1996 per la costruzione dell’areostazione, ha rimandarne l’apertura diverse volte.fm

 

Fonte: Ansa

 

L'Ass. Calmomattino lancia la sua nuova rubrica sulla cucina coreana

 

La cucina coreana è ancora poco conosciuta in Italia, rispetto ad altre cucine asiatiche. Dietro i numerosi luoghi comuni sulla cucina di questo paese, però,  si nasconde un nuovo mondo di sapori esotici, che sono molto particolari e diversi da quelli cinesi o giapponesi.

  La nuova rubrica ha come obiettivo la conoscenza di uno degli aspetti fondamentali della cultura coreana. Conoscere infatti la cucina di un paese è come compiere un viaggio nel paese stesso.

  La rubrica è curata da YoungMi Lee, che ha già pubblicato in Corea diversi libri e articoli sulla cucina coreana ed italiana ed attualmente risiede in Italia dove frequenta il Master di "Storia e Cultura dell'Alimentazione" presso l'Università di Bologna.

La rubrica sarà costantemene aggiornata e si potrà accedere  da qui

 

http://www.calmomattino.it

Cina: boom dei prodotti miracolosi

 

In Cina è corsa ai “prodotti miracolosi”. C’è chi vuole perdere peso, chi desidera un aumento della taglia del seno o chi semplicemente vuole rinfoltire la sua chioma. La soluzione a tutti questi problemi viene dalle radio e dalle tv che giornalmente trasmettono, fino alla nausea, pubblicità di creme, gel e spazzole prodigiose che regolarmente disattendono le aspettative dei loro acquirenti. Proprio per questo in una direttiva congiunta le autorità dell'industria e del commercio, assieme all'amministrazione di radio e tv, hanno “censurato” gli spot incriminati, in realtà con un accordo con gli stessi produttori, fino a data da stabilirsi. In effetti in questi spazi pubblicitari venivano enfatizzati gli effetti di questi prodotti e “tutto questo nuoce ai diritti dei consumatori e mina la credibilità dei media», si legge ancora nella nota della direttiva. La decisione di bloccare le pubblicità nasce da un precedente in cui alcune centinaia di donne, dopo aver utilizzato un gel che prometteva due taglie di seno in più, avevano accusato problemi alla vista.FM

 

Fonte Ansa

 

Amnesty "condanna" Microsoft, Google Inc e Yahoo Inc

 

 Pur di far affari hanno violato la Dichiarazione universale sui diritti umani. Sono queste le accuse mosse da Amnesty International nei confronti delle tre società.  Infatti "tutte e tre le compagnie, in un modo o nell'altro, hanno facilitato o stretto accordi per censurare la rete in Cina" affermano i responsabili dell’organizzazione che da tanti anni si batte per il rispetto dei diritti umani. I tre colossi dell’informatica avrebbero dimostrato “di ignorare le loro stesse politiche aziendali. Hanno fatto promesse... che non hanno mantenuto di fronte all'opportunità di investire in Cina" recita il rapporto di Amnesty. Solo Yahoo ha cercato, con una dichiarazione a Reuters, di giustificare le proprie strategie di mercato affermando di poter “incidere di più avendo una limitata presenza e una crescente influenza che non operare del tutto in un paese". Per il momento invece Google e Microsoft tacciono.FM 

 

Fonte:Reuters

Giappone contro tutti

 

Il Giappone è sempre più solo. E non è solo la Corea del Nord, causa della crisi missilistica dei giorni scorsi, a preoccupare l'esecutivo guidato da Junichiro Koizumi, ma anche Seul, Pechino e Mosca.

 

I rapporti con Pyongyang, nonostante tra i due paesi non esistano relazioni diplomatiche ufficiali, sembravano, dopo l’accordo sulla moratoria contro la proliferazione missilistica del 2002, basati sul reciproco rispetto. Fino a quando la scorsa settimana il regime nordcoreano non ha deciso di testare 7 missili fra cui un 'Taepodong' a lunga gittata teoricamente in grado di raggiungere gli Stati Uniti. Fortunatamente l’esperimento non ha avuto conseguenze tragiche. Il Giappone però sembra non aver gradito l’ennesima bravata di Kim Jongil, leader nordcoreano, e ha presentato una risoluzione all’ONU, che in ogni caso ha deciso di attendere gli sforzi diplomatici in corso.

 

Intanto, però, la Cina ha inviato una delegazione a Pyongyang. Manifestando al mondo intero le sue posizioni filo-nordcoreane e per sopratutto quelle anti-giapponesi. Facendo intendere che fino a quando la questione storica del santuario di Yasukuni, dove il primo ministro Koizumi, in modo provocatorio, ha più volte reso omaggio a 14 criminali di guerra, rimarrà  aperta, non ci sarà la possibilità di un riavvicinamento tra le due super potenze asiatiche. Infatti è dal 2002 che i rispettivi capi di Stato dei due paesi non si scambiano visite ufficiali.

 

Ma non sono solo Corea del Nord e Cina a creare dei grattacapi al Giappone. La Corea del Sud, infatti, approfittando dell’esperimento balistico nordcoreano, ha sconfinato, con una nave oceanografica, il confine della zona economica esclusiva giapponese. Ricordando al Giappone vecchie questioni irrisolte, ovvero la disputa sulle isole Takeshima\Dokdo. Anche sul versante russo il paese del sol levante fatica a stabilire relazioni diplomatiche. Infatti le rivendicazioni nipponiche sulle isole Curili meridionali, occupate da Mosca dopo la seconda guerra mondiale, mantengono i rapporti tra i due paesi sempre molto freddi. Ormai il Giappone sembra isolato. L’esecutivo è in crisi e così Koizumi corre da Bush.

 

Thailandia, vani tentativi di riappacificare il sud del paese

 

Da diverso tempo nel sud della Thailandia si sta combattendo una vera e propria guerra. Musulmani da una parte e forze governative dall’altra. Di rado gli scontri tra le due “fazioni” avvengono in modo diretto. Esecuzioni sommarie e di massa ai danni della popolazione mussulmana delle regioni di Yala, Pattani e Narathiwat sono perpetuate regolarmente dalle forze governative, preferiscono, invece, gli attentati dinamitardi i cosiddetti secessionisti.

Nel paese dai mille volti, nel paese del sorriso, come molti lo amano chiamare, la situazione è molto tesa. Qualche mese fa il ministro degli interni, Chidchai Wannasathit, aveva deciso di indagare sulla sparizione di diverse persone e/o sui maltrattamenti da esse subite, causati dalle forze di sicurezza in seguito all’intensificarsi dei controlli nell’estremo sud.

Lo stesso ministro smentiva che l’intelligence tailandese avesse informato la polizia del pericolo di un attentato con autobomba a Bangkok. Di certo la paura c’è e la situazione è molto tesa.

Il 27 giugno a Yala ci sono stati ben quattro attentati. Sette le vittime. Il primo ordigno è esploso al passaggio di un camion scortato da militari. Un  soldato è morto e quattro musulmani che prestavano servizio di scorta come volontari sono sopravvissuti all'esplosione, ma sono stati poi assassinati con colpi di pistola da una ventina di guerriglieri. Il secondo ordigno piazzato sempre lungo la strada, doveva servire a impedire l'arrivo dei soccorsi. Fortunatamente la deflagrazione non ha avuto effetti. La terza bomba è stata collocata davanti la casa di un funzionario del governo. Nessun ferito, funzionario illeso. Un quarto ordigno, invece, e' stato scoperto dagli studenti davanti a una scuola di Narathiwat, ma gli artificieri l'hanno disinnescato in tempo. Nello stesso luogo, due musulmani sono stati uccisi da killer a bordo di un auto. Così ogni giorno la Thailandia conta i suoi morti. E ci accorgiamo che forse uno di quei mille volti non sorride più.

 

 

 

17 anni fa il massacro di Piazza Tiananmen

di Violetta Ravagnoli

 

Lo scorso mese per la prima volta e’ stato pagato un risarcimento alla madre di Zhou Guocong, uno dei tanti giovani uccisi a piazza Tiananmen nella notte tra il 3 e il 4 giugno 1989.

Ricordiamo quell’evento nella nostra frenetica corsa verso la Cina.

Nonostante il pagamento possa essere il simbolo di una qualche micro-asserzione di responsabilita’ da parte del govero, non una parola su Tiananmen. Su nessun giornale cinese viene toccato l’argomento. Ogni tipo di commemorazione viene bloccata alla proto-radice. I familiari delle vittime vengono minacciati e controllati.

Dopo 17 anni, la Cina delle Olimpiadi, la Cina del WTO, la Cina superpotenza pronta ad intercedere nei dialoghi con l’Iran, preme per la fine dell’embargo europeo sulle armi, embargo iniziato proprio per quell’evento di cui ancora non si riconosce responsabile.

Ci sono persone che stanno ancora pagando per il solo fatto di essere stati studenti che per un mese nel 1989 (le manifetsazioni erano iniziate a maggio) hanno creduto che le cose potessero davvero cambiare. Molti pero’ non hanno scontato pene durante gli scorsi 17 anni perche’ sono stati eliminati in quella stessa tremenda notte di cui e’ ancora vietato parlare.

La manifestazione si tenne a Piazza Tiananmen, che letteralmente significa ‘porta della pace celeste’; nella piazza c’e’ la porta di entrata della “citta’ proibita”, la parte della corte imperiale dove risiedeva l’imperatore, la zona simbolo della potenza del figlio del cielo, inavvicinabile e divino. Delegazioni di paesi tributari arrivavano da ogni dove per rendere omaggio all’imperatore. L’apertura della porta della ‘pace celeste’ era l’inizio di una serie infinita di riti che portavano al finale incontro con il magnanimo sovrano. L’imperatore rappresentava ricchezza, potere, arte, bellezza e generosita’. Per coloro a cui Tiananmen si apriva erano assicurati pace, benessere e felicita’, nel rispetto della grandezza dell’imperatore celeste.

Gli studenti, i professori, i passanti, i curiosi del giugno 1989 probabilmente non hanno rispettato l’autorita’ del partito-imperatore. Per loro porta Tiananmen, la porta della pace celeste, non si e’ aperta.

 

 

 

Il Potere del consumatore cinese

La Cina ed il fenomeno dell’acquisto di gruppo “团购”, tuangou o team buying

 

E’ successo a Canton. In un pomeriggio circa 500 consumatori si sono radunati davanti ad un centro commerciale dedicato alla vendita di prodotti ad alta tecnologia. Sono giunti in massa in una data e ad un’ora ben precisa, il 16 giugno alle 4 del pomeriggio. Qualcuno potrebbe parlare di strane coincidenze, ma in realtà si erano accordati in precedenza “incontrandosi” su siti come www.51tuangou.com e www.teambuy.com.cn. In questi portali basta essere registrati per poi avere la possibilità di partecipare a questi grandi appuntamenti dediti allo shopping. Questo metodo, proprio di un “consumatore molto aggressivo e consapevole” è chiamato team buying o tuangou 团购: l’acquisto di gruppo. Tale comportamento si basa sulle regole del mercanteggiare: più si è più si possono ottenere sconti sul prezzo finale o in percentuale. Nel caso di Canton queste persone sono riuscite ad ottenere sconti dal 10 al 30% su prodotti come telecamere, DVD e monitor LCD. Con lo stesso metodo molti di loro hanno addirittura ammesso di aver comprato “in massa” appartamenti e che dovevano ora trovare il modo di arredarli sfruttando ovviamente la stessa tecnica.

  Contrattare sul prezzo può sembrare strano per un occidentale, in particolare per un anglosassone e, da questo punto di vista, è comprensibile la loro reazione davanti a tale comportamento. Infatti The Economist definisce questo atteggiamento estremamente “aggressivo” e manifesta perplessità quando si tratta di una “massificazione” di un fenomeno tradizionalmente millenario per la Cina.

I cinesi sono famosi per la loro abilità nel mercanteggiare e, trovando difficoltà ad avere la meglio presentandosi come singoli consumatori in un centro commerciale, hanno adottato una tecnica di massa per riuscire ad acquistare a prezzi convenienti. 

Fonte: The Economist

 

Promesse cinesi

 

Solo lo scorso anno ci sono stati 3,341 incidenti nelle miniere di carbone che hanno causato la morte di 5,986 persone. La Cina ha deciso di voltare pagina. Infatti entro il 2007 le miniere con una produzione annuale inferiore alle 30,000 tonnelate annue chiuderanno. Ad una video conferenza, Zhao Tienchui, direttore dell'ufficio pubblico sulla sicurezza nelle miniere di carbone, ha detto che il settore va riformato, incoraggiando le grandi società che ne gestisco l'estrazione, più sensibili e attente alle problematiche sulla sicurezza nel lavoro, a rilevare quelle più piccole, dove si verificano la maggior parte delle disgrazie.Fm

 

Fonte: Xinhua


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