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Qi Gong: respirare il Cielo dalla Terra

a cura di Paolo Ercoli

Per capire l’importanza del QiGong nelle pratica del massaggio dobbiamo innanzitutto chiarire cosa si intende per QiGong , anche se cercare di spiegarlo in poche righe è veramente una impresa ardua. Basta pensare che ha una storia di almeno 2500 anni, e che attualmente in Cina vengono contate almeno 20000 scuole diverse di Qi Gong, per capire che solo cercare un modo per classificare questa disciplina è particolarmente difficile. Ma prima di entrare nelle classificazioni cerchiamo di chiarire quali sono i principi di base del QiGong che possiamo riscontrare nelle maggiori scuole. QiGong (letteralmente Lavoro sull’Energia, anche se tradurre Qi con energia è veramente riduttivo) è un termine del XX secolo, prima di questa data veniva indicato come DaoYin (lett. guidare, indirizzare) è una tecnica di lavoro sul proprio corpo e sul proprio sistema energetico tramite la pratica quotidiana di alcuni esercizi che comprendono, in genere, tre caratteristiche comuni che sono:

Tiao Shen ovvero Regolare il corpo: consiste nell’assumere una posizione corretta (statica o dinamica) o comunque di porre il corpo in una condizione di estrema rilassatezza, allentando le tensioni muscolari e allineando la colonna. Tutto il corpo deve essere rilassato per permettere lo scorrere del Qi senza ostacoli. Molte scuole contemplano delle posizioni statiche altre basano il lavoro su alcuni esercizi spesso raggruppati in sequenze, altre utilizzano metodi completamente diversi, come l’emissione di suoni, l’imitazione dei movimenti di animali o tecniche marziali. In quasi tutte le tecniche che si svolgono in piedi è fondamentale la pratica del radicamento a terra. Questo aspetto svolge un ruolo centrale nella pratica per diversi motivi: serve infatti a scaricare bene il peso di chi pratica alleggerendo lo sforzo ed evitando di affaticare inutilmente le articolazioni ed i muscoli, ma anche a connettersi con il terreno tramite un punto situato sotto la pianta del piede che ci collega energeticamente con la Terra; la parte alta del corpo, in particolare la testa, sarà invece il nostro punto di collegamento con il Cielo, realizzando l’immagine tanto importante per i cinesi che vede l’Uomo tra Cielo e Terra.
Tiao Xi ovvero Regolare il Respiro: Generalmente all’inizio della pratica il respiro viene lasciato naturale e rilassato, assicurandosi solo che ci sia una corretta respirazione addominale sottile. In alcune scuole esistono invece delle pratiche di lavoro sul respiro che stravolgono completamente i ritmi e la dinamica stessa dell’atto respiratorio, ma tali tecniche sono da iniziare quando la pratica è arrivata ad un certo livello e soltanto se si è seguiti da un Maestro esperto.
Tiao Xin ovvero Regolare il Cuore: Con l’ideogramma Xin (Cuore) si intendono diverse cose in medicina cinese e tra queste sia gli aspetti che noi generalmente consideriamo della “mente” sia gli aspetti emozionali che spirituali. Con regolare il Cuore all’inizio si intende soprattutto liberare la mente dai pensieri, spesso ricorrendo all’uso di immagini che vengono suggerite durante la pratica. In questo modo un pensiero sostituisce i mille pensieri e il corpo può naturalmente aprirsi alle sensazioni che durante la pratica vengono indotte dal movimento del Qi. Per questo motivo la pratica del QiGong prevede delle visualizzazioni. Come un lago, calmo e senza onde, la mente è tranquilla senza onde di emozioni, siano esse negative che positive; questo è l’obiettivo da raggiungere perché il Qi arrivi dove lo Shen (spirito) lo ha diretto.

 
Le scuole:

A seconda del loro orientamento politico-filosofico, le differenti scuole seguono una linea generale come fine ultimo da raggiungere attraverso il loro QiGong:
Confuciano, orientato alla coltivazione delle Virtù Nobili care al confucianesimo
Medico, che ha lo scopo di mantenere e migliorare il proprio stato di salute e benessere tramite esercizi che attivano la circolazione energetica nei Meridiani del corpo.
Marziale, la cui pratica comprende esercizi di potenziamento del corpo e nell’esecuzione di tecniche di combattimento. Questi esercizi nascono dalla necessità dei monaci di unire tecniche trascendentali a pratiche utili in caso di visite indesiderate.
Taoista, con pratiche di “alchimia interna” che hanno lo scopo di coltivare lo “spirito immortale” tramite la trasmutazione delle Tre Sostanze Preziose del corpo.
Buddista, per una pratica che conduce alla Illuminazione.

Ma accanto a queste scuole esiste anche un Qigong che possiamo definire Terapeutico, che permette di accumulare il proprio Qi, di controllarlo e di indirizzarlo verso un’altra persona, allo scopo di aiutarla nel suo percorso di guarigione. E’ un percorso di studio, lavoro e pratica individuale piuttosto singolare che è però possibile intraprendere e sviluppare il cui obiettivo è quello di elevare il proprio livello energetico per metterlo a disposizione degli altri.
Molto spesso il QiGong viene insegnato all’interno dei corsi di Taiji Quan come pratica propedeutica al corso, altre volte all’interno dei corsi di Tuina l’antica tecnica di massaggio cinese. Un operatore che pratichi tecniche di massaggio trae dal QiGong una serie di importanti benefici. In primo luogo affina uno strumento che gli consente di migliorare il proprio livello di energia, tutelando la propria salute ed avendo risultati migliori nel proprio lavoro. In secondo luogo potrà applicare i principi del QiGong al suo lavoro: la pratica del massaggio può essere eseguita praticando QiGong: l’operatore può controllare infatti la sua postura e il movimento, regolare il suo respiro e dirigere la sua intenzione nel lavoro delle sue mani. Se il massaggio viene eseguito in “stato di qigong” porterà energia all’operatore anziché stancarlo, e darà benefici all’utente. In terzo luogo potrà insegnare semplici esercizi che aiuteranno i suoi clienti a mantenere e a rafforzare il loro stato di benessere.


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